Eilan Del Bosco

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Il Bosco ristora la mia anima come null'altro al mondo, ogni pianta, fiore, o erba che ivi respiri insieme a me, mi rallegra e riempie il cuore. E' un'alchimia antica, arcaica, con un potere immenso su ogni mia cellula.






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Mi affascina ogni effetto, benefìcio o malessere, che corpo e spirito possono trarre dal mondo vegetale. Voglio imparare tutto ciò, voglio fare mia questa conoscenza.

Iperico

domenica, 30 dicembre 2007

Non amo particolarmente il profumo del preparato secco che ho trovato in erboristeria, ma messo insieme agli altri tampona le profumazioni più dolciastre e le mitiga un pò. Fondamentalmente lo uso a scopo di purificazione dell'aria.

Secondo l'Enciclopedia delle Erbe Magiche: Dona salute, protezione, forza, divinazione d'amore e felicità. Viene bruciato per eliminare spiriti e demoni. Qualsiasi parte dell'iperico messa sotto il cuscino di un donna nubile le farà apparire in sogno il futuro marito. Veniva un tempo essiccato sui fuochi di San Giovanni, per essere poi appeso vicino alle finestre, allo scopo di proteggere la casa allontanando da essa fantasmi o persone che agiscono con malvagità.

Secondo altri libri sulle erbe:   Utilizzato in erboristeria da oltre 2000 anni per le sue proprietà vulnerarie e cicatrizzanti, oramai usato in maniera imponente come antidepressivo. Nel primo secolo il naturalista romano Plinio il Vecchio prescriveva l'iperico cotto nel vino come cura contro i morsi di serpenti velenosi. Il medico greco Dioscoride lo raccomandava ad uso esterno per la cura delle ustioni e ad uso interno come diuretico, per stimolare il ciclo mestruale e per il trattamento della sciatica e della febbre ricorrente(malaria). L'erborista inglese Nicholas Culpeper definiva l'iperico "un singolare vulnerario, bollito nel vino e bevuto risana le ferite e le contusioni interne; preparato come unguento, apre le ostruzioni, scioglie le tumefazioni e rimargina le ferite... E' benefico contro tutti i tipi di vomito per l'espettorazione di sangue (tubercolosi)". I primi coloni d'America scoprirono che gli indiani facevano già uso della locale varietà di iperico con impieghi identici a quelli europei.

Al contrario di molte altre erbe, l'iperico è stato investigato a fondo. contiene Ipericina, cui deve l'azione antidepressiva, una serie di costituenti antivirali e sostanze immunostimolanti, i flavonoidi, cui deve le proprietà antivirali, antibatteriche e antimicotiche.

Lo consigliano come digestivo, anti acido-gastrico, diuretico, balsamico, vermifugo e febbrifugo. Contro asma, bronchiti e affezioni polmonari, diarree, cistitti, congestione epatica, febbri intermittenti, nevriti, insufficienza circolatoria.

Modo d'impiego: Infuso - Sommità fiorite, 15-30 g/l d'acqua, 3-4 tazze al giorno. Olio o tintura - per uso topico (esterno), non sono difficili da trovare. Ma se proprio voleste cimentarvi nel farveli in maniera fai-da-te vi copio la ricetta (bibliogr.2 ): OLIO- Preparato con:

  • Sommità fiorite fresche di iperico___500gr
  • olio d'oliva___1lt
  • vino bianco___500gr

Lasciare macerare 5 giorni, poi fare bollire a bagno maria finchè il vino sia consumato.

Bibliografia:

  • 1) Le erbe curative. Guida completa alle proprietà terapeutiche dei farmaci naturali - Michael Castleman - ed. Tecniche Nuove.
  • 2) Fitoterapia. Guarire con le Piante. - Jean Valnet - ed. Giunti

da Wikipedia:   L'iperico o erba di san Giovanni o scacciadiavoli (Hypericum perforatum), è una pianta officinale del genere Hypericum con proprietà antidepressive e antivirali.

Morfologia: È una pianta glabra, con fusto eretto percorso da due striscie longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché ha le foglioline che in controluce appaiono bucherellate, in realta sono piccole vescichette oleose da cui il nome perforatum. Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro macchiettati di nero ai margini hanno 5 petali delicati. Sono riuniti in pannocchie che raggiungono la fioritura massima verso il 24 giugno (ricorrenza di San Giovanni) da cui il nome popolare.

Habitat: Preferisce boschi radi e luminosi. Diffuso in tutte le regioni d'Italia, originario dell'arcipelago britannico,oggi in tutto il mondo. Predilige posizioni soleggiate e asciutte come campi abbandonati ed ambienti ruderali.

USI:   Alcuni studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l'iperico ha un'efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci nella cura della depressione lieve e moderata. Il principio inizialmente ritenuto attivo era l'ipericina, ma i recenti sviluppi hanno chiarito che molte classi chimiche sono da considerarsi corresponsabili dell'attività: naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), floroglucinoli (iperforina), flavonoidi (amentoflavone), ed altri composti con probabili effetti di sinergia sia farmacodinamica sia farmacocinetica. Di recente sono stati evidenziate delle interazioni con altri farmaci, in particolare con i farmaci metabolizzati dal sistema enzimatico microsomiale P450: immunosopressivi (ciclosporina), glicosidi cardiache (digossina) in caso di dosi di iperico superiori a 1 grammo/die (peso secco), inibitori non-nucleosidici della trascrittasi inversa HIV (nevirapina), altri inibitori della proteasi inversa HIV (indinavir), chemoterapici (irinotecan), anticoagulanti (warfarin, fenoprocumone). E' sconsigliato l'uso contemporaneo con SSRI, a causa delle possibili interazioni.  Non tutti gli studi clinici hanno ottenuto risultati concordi.

Controindicazioni:

  • Allattamento al seno (senza supervisione professionale)
  • Depressione grave
  • Trattamento solarium o UV (dopo assunzione di dosaggi estremamente elevati di estratto secco titolato in ipericina o di ipericina isolata)

Non esistono rischi di fotosensibilizzazione in caso di assunzione di dosaggi normali di estratti idroalcolici di iperico, ma persone appartenentia fototipi sensibili (pelle chiara, capelli biondi, occhi azzurri) dovrebbero fare attenzione a sottoporsi a trattamenti UV in caso di assunzione regolare. Per degradare l'ipericina basta far macerare la pianta in olio ( anche di girasole o di oliva ) al sole. Si ottiene così l'olio di iperico rosso usato topicamente come cicatrizzante, ma che ovviamente ha perso l'attività di blando antidepressivo come fitocomplesso. In Italia una disposizione del Ministero della Salute limita la quantità di ipericina presente in prodotti erboristici a 21 microgrammi al giorno, quindi molto inferiore ai dosaggi dimostrati utili per la cura della depressione. Tra gli usi popolari più conosciuti c'è l'olio di Iperico, un oleolita fatto macerando la pianta nell'olio di oliva al Sole per 6-7 giorni. Efficace per la cura e la pulizia delle ferite, eritemi, bruciature, piaghe purulente.

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